Norimberga: Organic Cities Network Europe

Venerdì 17 febbraio, siamo stati ospiti, a Norimberga, di un convegno in cui abbiamo ufficializzato l'imminente nascita - insieme ad altri partner europei tra cui Vienna, Parigi, Correns, Vaxjo, Milano, Norimberga, Lauf an der Pegnitz - di Organic Cities Network Europe, la rete europea delle città che promuovono politiche di natura sostenibile in agricoltura. Nel mese di aprile, a Milano, approfondiremo il protocollo d'intesa con tutti i soci fondatori. E' prevista per l'inizio dell'autunno la firma ufficiale a Parigi.

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Bio-Distretto dei NEBRODI, costituito a Mirto il tavolo tecnico

13/02/2017 - Si è insediato sabato a Mirto, presso il Centro Studi e Ricerche “Francesco Cupani”, il Tavolo Tecnico del Bio-Distretto dei Nebrodi, così come previsto nella Convenzione firmata nei mesi scorsi tra il Gal Nebrodi Plus e l’Associazione Nazionale “Città del Bio”. Fanno parte del Tavolo tecnico esperti e docenti universitari che avranno il compito di elaborare le linee strategiche di un Piano di Bio-Distretto. Un documento programmatorio che dovrà abbracciare oltre all’agricoltura biologica e tradizionale, anche altri settori come la bioedilizia nelle azioni di valorizzazione dei centri storici, la gestione dei rifiuti con una migliore raccolta differenziata e utilizzo dell’umido, il turismo sostenibile ed una efficace educazione ambientale, rivolta soprattutto alle nuove generazioni, che tenga conto del mangiar sano e pulito.

Componenti del Tavolo Tecnico sono Pietro Mazzola, docente di Botanica, Tiziano Caruso, docente di Scienze Agrarie e Forestali e Presidente del Distretto tecnologico Sicilia AgroBio e Pesca, Maria Antonietta Germanà, docente in Arboricoltura generale e coltivazioni arboree e Anna Rizzo Catania, docente di Design industriale, dell’Università di Palermo, Vincenzo Antonucci del CNR di Messina. Istituto di tecnologie avanzate per l’energia, Emma Schembari, esperta di politiche ambientali e di gestione di rifiuti in qualità di coordinatrice regionale del COMIECO, il Consorzio Nazionale del riciclo e riuso del cartone, Pippo Ricciardo esperto agronomo e responsabile dell’Ufficio intercomunale di S.Agata Militello, Giancarlo Paparoni, imprenditore di agricoltura biologica, Giuseppe Contiguglia e Marcel Pidalà, entrambi esperti di bioedilizia e componenti del Consiglio regionale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, Giuseppe Mazzullo, direttore del Gal Nebrodi Plus e Luigi Ialuna, esperto di comunicazione e componente del Consiglio Nazionale dell’Associazione Città del Bio.

L’insediamento del Tavolo Tecnico è stato presieduto dal Presidente del Gal Nebrodi Plus, Francesco Calanna, il quale durante il suo intervento ha voluto evidenziare l’importanza e la valenza culturale del Bio-Distretto dei Nebrodi, che comprende il territorio di 42 Comuni, inteso come uno strumento innovativo di governance territoriale sostenibile che deve intrecciarsi con altri strumenti di programmazione e pianificazione territoriale già presenti, incrementando i legami tra amministrazioni pubbliche, aziende, associazioni e consumatori e rafforzando un tessuto in cui si intrecciano ambiente e paesaggio, agricoltura con attività produttive e terziarie e fattori culturali con identità locali.

Una linea condivisa dal Presidente di Città del Bio, Antonio Ferrentino, che nei prossimi giorni verrà in Sicilia per dar vita ad una rete regionale di Bio-Distretti e presentare ad amministratori ed aziende i risultati che l’Associazione ha raggiunto in questi ultimi mesi, soprattutto in campo europeo favorendo la creazione di un coordinamento internazionale tra Città, Comuni e Regioni.
Il Sindaco di Mirto, Maurizio Zingales, durante i suoi saluti ha voluto evidenziare come la costituzione del Tavolo Tecnico rappresenti un ulteriore momento importante per l’intero territorio dei Nebrodi e per tutte le altre amministrazioni comunali che avranno modo nei prossimi giorni di aderire con determinazione al Bio-Distretto.

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MARTEDÌ 03 GENNAIO 2017

di Sara Rocutto

Città del Bio, nata nel 2003, è un’associazione nazionale composta da comuni ed enti territoriali creata per favorire a livello locale lo sviluppo dell’agricoltura biologica, la diffusione di una sana educazione alimentare, l’alleanza tra città e territori per cambiare i rapporti tra chi produce e chi consuma e la nascita di biodistretti.

I primi aderenti sono stati alcuni comuni piemontesi, terra d’origine dell’associazione, ma oggi fanno parte delle Città del Bio comuni sparsi su tutto il territorio nazionale: in pochi anni la rete si è diffusa coinvolgendo Lazio, Sicilia, Calabria, Liguria, Campania, Umbria.

Oltre a mettere a disposizione un marchio da utilizzare per la promozione dei prodotti tipici territoriali – coltivati con metodo biologico o lotta integrata - l’associazione svolge attività di supporto alle amministrazioni per la realizzazione di progetti che permettano di sfruttare bandi e fondi pubblici atti allo sviluppo delle produzioni locali.

Nelle Terre del Giarolo, dove Città del Bio sta contribuendo alla nascita di un biodistretto a cui aderiscono una trentina di comuni, uno dei progetti appena portati a termine ha portato circa 400 maialini da allevare con metodo biologico in Val Borbera con lo scopo di accorciare la filiera della produzione del Salame nobile del Giarolo. Al di là dei buoni propositi è quindi un'idea che pare funzionare, riuscendo ad avere ricadute reali sugli aderenti.
Città del Bio collabora anche con biodistretti già esistenti, come quelli del Cilento, dei Monti Dauni in Puglia e quello delle “Colture Mediteranee Terre del Bio” in Sicilia.

Ma cosa si intende quando si parla di biodistretto? Un biodistretto è un’area geografica dove tutti gli attori in campo (amministrazioni pubbliche, aziende, associazioni e consumatori) stringono un accordo per una gestione sostenibile delle risorse locali, partendo dal modello biologico di produzione e consumo.
La creazione di reti collaborative è oggi requisito necessario per poter accedere e gestire al meglio fondi pubblici e permette di avere una base solida con cui proporsi per intraprendere progetti anche a livello europeo.
Anche per questo nascerà ufficialmente a febbraio, durante la BIOFACH - World´s Leading Trade Fair for Organic Food – di Normberga, “Organic Cities Network”, una rete tra le città dell’Unione Europea, con l’obiettivo di sviluppare la diffusione del biologico, la sana alimentazione, la salvaguardia delle piccole produzioni, etc.

A sostegno dell’attività istituzionale di Città del Bio nel 2015 è nato in Italia anche un intergruppo parlamentare composto da 46 Deputati e Senatori raccolti attorno l’associazione “Amici del Bio” con numerosi obiettivi, tra i quali, si legge “dare visibilità in Parlamento alle istanze dell’agricoltura biologica e sociale”. 

E se lo scetticismo rispetto all'operato istituzionale di questo gruppo parlamentare è più che lecito, qualche fiducia nell'idea che la costruzioni di reti e associazioni di sostegno abbia qualche utilità occorre averla. In fondo le quote di adesione a Città del Bio sono accessibili a qualsiasi amministrazione. E ciò che funziona viene difficilmente abbandonato quando nel tempo si cambiano le casacche...

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