Cos'è per noi un Biodistretto

Per noi un Biodistretto è uno strumento innovativo per una governance territoriale sostenibile; il Distretto si configura, nella pratica, come territorio all’interno del quale i legami attivati tra amministrazioni pubbliche, aziende, associazioni e consumatori consentono l’attuazione e la promozione di modalità di gestione integrata delle risorse locali, potenziando le forme di produzione ed utilizzo delle stesse in un’ottica di sostenibilità e di valorizzazione delle autenticità.

Lo stato dell’ambiente, la qualità dell’alimentazione, la conservazione del paesaggio, gli stili di vita improntati alla salubrità, l’estensione delle reti di relazione basate sul concetto di comunità, l’attuazione di politiche che consentano di tendere alla piena occupazione e all’equilibrio economico, la presenza e l’incremento di attività produttive in grado di garantire la sostenibilità ambientale, la crescita culturale, la capacità di conciliare i tempi di lavoro e quelli di vita, la solidarietà interpersonale sono quindi gli indicatori su cui si basa il “ben vivere” che si intende sempre più debba caratterizzare un Biodistretto.

Partendo dall’etimologia del termine Bio, derivato dal greco antico e cioè proprio dell’essere vivente, si è voluto concentrare l’attenzione sul fatto che un Bio Distretto è un luogo in cui si tutela la salute di ogni essere vivente (persone, animali, piante). Salute intesa nell’accezione che ne da l’OMS, cioè lo stato di benessere fisico, psichico e sociale dell’essere vivente. Solo l’essere vivente in perfetto equilibrio nella sua psiche, nel suo fisico e nella rete di relazioni in cui è inserito è in grado di essere felice.

In questi territori si individua il ruolo prioritario che si intende dare all’economia della zona e da cui derivano poi tutti gli altri interventi che caratterizzano il “sistema Bio Distretto”. Lo si fa riconoscendo l’agricoltura sostenibile come l’attività primaria, che garantisce la conservazione e la custodia del territorio, ne caratterizza l’immagine e da cui trae consistenza la sua economia.

Ovviamente è necessario vi siano attività dedite all’agricoltura biologica. Il termine “sostenibile” che utilizziamo è qui destinato a orientare l’intera produzione agricola alla sostenibilità, compresa quindi l’agricoltura oggi praticata con metodi non biologici (da quella integrata a quella tradizionale) al fine di migliorare le metodiche verso un minor impiego di prodotti derivati dalla chimica, portandole verso un graduale processo di conversione.

Si rammenta infatti che il Bio Distretto, nell’accezione che intendiamo dare al termine, è un luogo ove politiche e processi operano per un sistematico miglioramento della sostenibilità ambientale in tutte le attività umane che verranno praticate.

CULTURA DEL TERRITORIO

I nostri Biodistretti

Città del Bio è soggetto attuatore del processo di costituzioni dei seguenti Biodistretti

BIODISTRETTO DEL SUOL D’ALERAMO

Si snoda lungo la dorsale appenninica nella zona di Acqui Terme, in provincia di Alessandria, in Piemonte, al confine con la Liguria.

Raggruppa il territorio di venti comuni, in parte collinari e in parte montani nelle vallate attraversate dai Torrenti Bormida, Erro, Visone. Descritto dal Carducci nell’ode al Piemonte come “esultante di castella e vigne, suol d’Aleramo”, posto nell’alto Monferrato, caratterizzato da calanchi, boschi, vigneti e da antichi borghi segnati dal sistema delle torri di avvistamento, è la patria del tartufo bianco e nero, dei funghi, del miele, delle erbe officinali. Con boschi di castagne e di orchidee selvatiche. E produce vini DOC e DOCG, il famoso salume “filetto baciato” di Ponzone, pregiati formaggi caprini tra cui la Robiola di Roccaverano, nocciole bio, farine derivate da mais ottofile coltivato naturalmente, fragole, pesche e pregiati dolci. Alcuno comuni sono inserito nella buffer zone del sito UNESCO Langhe, Roero, Monferrato. Confina con Acqui e le sue risorse termali. Ma è anche terra di musei: l’ecomuseo contadino di Montechiaro d’Acqui, il museo a cielo aperto di Denice, la preziosa gipsoteca Monteverde di Bistagno.

BIODISTRETTO DELLE TERRE DEL GIAROLO

Nell’alto Appennino Piemontese, posto al confine geografico del Piemonte con Liguria, Lombardia ed Emilia, raggruppa le valli Curone, Grue, Ossona e Borbera che si dipartono dal monte Giarolo, da cui il nome, ed ha come riferimento la città di Tortona.

Sono trenta i comuni che ne fanno parte integrante, ma altri, posti ai confini, rappresentano una vasta e importante buffer zone. E’ la zona del famoso vino Timorasso, recentemente recuperato e rilanciato, ma anche del formaggio Montebore, del salame nobile del Giarolo, della carne all’erba, della Pesca e dell’Albicocca di Volpedo, della Ciliegia di Garbagna. Terra di tartufi, di erbe officinali, di nocciole, caratterizzato da un paesaggio collinare e montano gradevole, da ampi pascoli con sentieri ove è gradevole fare trekking, a piedi, a cavallo, in mountain bike. Ove si può fare sport – invernali, ma anche golf e soprattutto ciclismo. Non dimentichiamo che è la patria natia di Fausto Coppi e Castellania né conserva la memoria oltreché le spoglie del Campionissimo e del fratello Serse. E terra d’arte avendo dato i natali e spesso “modello” per Pellizza da Volpedo.

CULTURA DEL TERRITORIO

I Biodistretti in cui Città del Bio collabora

BIODISTRETTO DEI MONTI DAUNI

L’area dei Monti Dauni è composta da 28 comuni, posti in quel che è definito il cuore verde della Puglia, al confine con la Campania e la Basilicata. Il progetto del Biodistretto è parte del più generale Progetto di Eccellenza Turistica dei Monti Dauni, varato dall’agenzia regionale Pugliapromozione e di cui Città del Bio ha svolto il ruolo di consulente.

Attraverso boschi lussureggianti e dolci vallate, affacciandosi dalle vette più alte della regione, si rimane incantati da paesaggi mozzafiato, scoprendo borghi incantevoli e gustando tutta la genuinità dei cibi preparati secondo tradizioni che pazientemente si tramandano di generazione in generazione. Vivere i Monti Dauni significa godere e vivere attivamente una natura incontaminata, significa ripercorrere la storia dell’uomo e le diverse espressioni del suo rapporto con l’ambiente.

Nei Monti Dauni per riscoprire il gusto di un’esperienza autentica.

Molte sono le specialità tipiche della zona. Dall’asparago selvatico a quello tutto verde della Daunia, dalla bietola, alla borraggine ai broccoli, alle rape, al fagiolo dei monti Dauni meridionali e ai formaggi (cacio, caciocavallo podolico e silano DOP, cacioricotta, formaggio di pecora gentile, ricotta e ricotta salata, canestrato pugliese, scamorza), ai salumi (capocollo, la soppressata dell’appennino Dauno,i salumi con le carni del maiale nero, lardo e il prosciutto di Faeto, la salsiccia dell’appennino Dauno, la sugna ), alla carne di capra, alla pasta (cavatelli, lagane, orecchiette, pezzelle) ai fichi e derivati (fichi secchi, cotto di fico), l’olio extravergine d’oliva, le olive, ai dolci tipici locali.

Il progetto è stato inserito nel Progetto di Eccellenza Turistica dei Monti Dauni, varato dall’Agenzia Pugliapromozione su mandato della Regione Puglia e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. “Le scelte di viaggio dei mercati più evoluti vanno nella direzione di individuare esperienze ed emozioni autentiche” – ha spiegato Federico Massimo Ceschin, coordinatore del progetto – “Da questo punto di vista, i Monti Dauni rappresentano una straordinaria occasione di attraversare lentamente un comprensorio che è sfuggito allo sviluppo spesso violento degli anni del boom economico e che quindi oggi si presenta con insuperabile genuinità dei paesaggi, delle consuetudini di vita, di modelli produttivi”.

www.montidauniturismo.it

BIODISTRETTO DEL CILENTO

Il Bio-distretto Cilento si sviluppa nel territorio del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Si estende su di una superficie di 3.196 kmq e interessa 30 Comuni, 400 aziende biologiche e tre siti di grande attrazione archeologica e culturale (Paestum, Padula e Elea-Velia). Nato all’inizio degli anni 2000 grazie ad una collaborazione tra Regione Campania, AIAB e Città del Bio.

I prodotti tipici del Cilento vanno dall’olio d’oliva DOP al marrone Roccaspide IGP, dai fichi bianchi del Cilento al Carciofo Tondo di Paestum, al Fagiolo di Controne. Poi, nell’entroterra, la soppressata di Gioi – presidio Slow Food – all’altro presidio, quello delle Alici di Menaica, pescate da una decina di pescatori di Pisciotta. Per i formaggi, la cacioricotta del Cilento (con latte di capra di razza cilentana), il caciocavallo podolico (con latte prodotto da bovini allevati allo stato brado), la mozzarella co’a mortedda (avvolta nella foglia di mirto).

BIODISTRETTO DELLE COLTURE MEDITERRANEE TERRE DEL BIO DI PETROSINO

E’ in fase di avvio, promosso dal Comune di Petrosino, dalla Regione Sicilia, da Città del Bio e da AIAB e intende raggruppare le terre del Comune di Petrosino (Capofila), dal Comune di Poggioreale e dal Comune di Calatafimi-Segesta. Al Biodistretto ha altresì aderito il Comune di Marsala.